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    Il Carnevale di Aliano, fra maschere tradizionali e nuove proposte

  • Ad Aliano si giunge sempre seguendo la tortuosa strada fra i calanchi, arrivando quasi di sorpresa al nuovo ponte, diritto di fronte alla casa che fu di Carlo Levi. Come descriveva lo scrittore torinese nel suo “Cristo si è fermato a Eboli”, ad Aliano è arrivato il Carnevaleinaspettato e anacronistico”. Le variopinte maschere tradizionali hanno nuovamente invadono il paese, per percorrere la strada principale, accompagnate dalla musica della fisarmonica e del cupa cupa.

    Tutte le forze cittadine si uniscono per organizzare il Carnevale, come ormai succede da qualche anno, mantenendo viva l’antica tradizione la cui memoria si perde nella notte dei tempi. Prima la sfilata delle maschere che Levi chiamò "contadine" e che la tradizione vuole "cornute e colorate", secondo il gusto di chi le porta e le prepara durante i giorni che precedono la festa.

    Nicola Toce, artista da anni legato alla promozione culturale del paese e artefice di un buon numero delle maschere presenti alla sfilata, ripercorre le tappe del processo di preparazione degli antichi costumi rimarcando l’aspetto apotropaico ed arcaico, legato a rituali che trovano la loro origine nel mondo agricolo e della transumanza: “Il legame con il mondo pastorale e contadino è presente nel nostro costume con i campanelli, simbolo del gregge, con le maschere cornute, rappresentazione di esseri antropomorfi utili a scacciare il male e con la parchiale, una corda fatta anticamente con crine di cavallo, vacca o capra, intrecciata ed avvolta intorno al corpo alla maniera dei pastori.” Altro elemento indispensabile del costume maschile sono i "cappelloni" e questo proposito l'artigiano Giuseppe Balzano dice: “Abbiamo preparato i cappelloni con le antiche tecniche, ricoprendo la struttura di canne, fatta con la carta spessa, come quella dei sacchi del cemento, con strisce di carta velina colorata”. Il risultato è una pesante struttura variopinta che con l’allegria dei colori alleggerisce ed accompagna l’espressione a volte minacciosa delle maschere.

    Dopo la sfilata le attività proseguono fino a sera coinvolgendo anche i più piccoli con i costumi da brigante e da pacchiana.
    Non mancano momenti per assaporare i prodotti tipici: frizzue, rafanata e sauzizz, al suono di tarantelle e canti lucani.

    Il ritorno del carnevale tradizionale negli ultimi anni è segno di un rinnovato interesse per le usanze ed i costumi locali, sicura fonte di valorizzazione territoriale, tanto a livello economico come culturale.

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